Chi Siamo

Noi siamo DomusPhoto, una nuova realtà che trae origini dalla passione, professionalità ed esperienza di Ornella Lotti, fotografa di professione dal 1990, formatasi sul campo affiancando uno dei maggiori ritrattisti del campo musicale italiano, declinando poi le sue esperienze in molteplici sfaccettature, passando dai ritratti in studio a quelli on stage, backstage, foto sportiva, eventi fino a sviluppare interi progetti artistici astratti.

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Potrà sembrare strano ma, dall’avvento degli smartphone con fotocamera frontale, si è sviluppata una tendenza espressiva, una mimica facciale standardizzata, che è divenuta ormai fondamentale per il risultato di un buon selfie. La risposta, a parer mio, è che il selfie non nasce con lo scopo di catturare un particolare momento, un evento memorabile o uno stato d’animo ben preciso che si è deciso di immortale.

Vogliamo mostrare tutt’al più la parte migliore di noi con uno scatto, fatto per sembrare a volte anche fugace, distratto. In realtà tutti sappiamo quanti tentativi e quante foto cancellate per avere quell’unico selfie che verrà pubblicato.

Viviamo nella convinzione che i nostri seguaci, sui vari social, siano realmente interessati alla nostra vita, o magari crediamo che la nostra vita sia così interessante da doverla palesare al mondo appena se ne presenta l’occasione.
Il selfie è come una vetrina che ci proietta dritti nel mondo social, dei follower e dei “like”.

Immagine specchio.

Sarà capitato a tutti di utilizzare la fotocamera anteriore del cellulare a mo’ di specchio, per controllare la capigliatura o per verificare che nessun pezzo di verdura sia rimasto fra i denti.
Quando andate a scattare una foto però vi sarete accorti che l’immagine risulta ribaltata. L’effetto specchio rimane fino a quando premiamo il tasto per scattare la foto, dopodiché nella galleria troveremo la nostra immagine ribaltata. Se faccio un selfie con l’occhio sinistro chiuso il nostro cellulare sarà come uno specchio, anche dopo lo scatto. Una volta aperta l’immagine in galleria sarà l’occhio destro ad essere chiuso.

La questione è che un selfie non è fedele al nostro viso. Tutti abbiamo un profilo migliore, un lato del viso leggermente differente dell’altro, delle peculiarità reali che notiamo davanti lo specchio ma non in un’immagine scattata poco prima. È come se non fosse la stessa faccia.
Il selfie che mando ai miei amici ha una faccia che i miei amici non conoscono.

Dunque, a cosa serve un selfie? A farci conoscere per quello che non siamo nella realtà?

Foto ritratto.

Con il foto-ritratto eseguito da un professionista non devi preoccuparti di come verrai: devi goderti l’esperienza perché il risultato finale sarà il concentrato della tua essenza. Non dovrai preoccuparti di metterti in posa con il braccio alzato e lo smartphone davanti.
Una foto ritratto è un’esperienza totalmente distante da un autoscatto. È uno sguardo, una posa spontanea che non sai nemmeno di aver assunto, l’espressione del viso e la totale fedeltà della fisionomia del tuo volto.
Il fotografo ha come obbiettivo quello di stabilire un rapporto empatico con il soggetto, capace di ascoltarti affinché ti senta coccolato e pronto a mettere in risalto i tuoi pregi, le tue emozioni inclusi cenni di timidezza. L’immagine che vedrai sviluppata sarà la copia più fedele di te.
Non si tratta solo di una copia fisionomica di te stesso, sarà un’immagine capace di raccontare dei frammenti di vita, nella maniera più fedele possibile.
Potete dire lo stesso dei selfie?

Immortala il tuo viso in un ritratto fotografico realizzato da un professionista, i selfie, lasciali ai momenti spontanei dei social, per foto senza troppe pretese.

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